Archiviato in: Filosofia | Tag: 11-Settembre, 9/11, A Thousand Plateaus, Bystrina, Canetti, Christian Bok, Crowds and Power, Crystallography, Deleuze, enantiodromia, enantiomorfi, Enantiomorfismo, Enantiomorfosi, Enantiomorphism, Enantiomorphs, Foucault, Guattari, Il Capitale, labirinto, labyrinth, Marsden, Marx, maschera, mask, Massa e potere, Millepiani, mirror, Pasolini, Raymond-Roussel, Scritti-Corsari, specchi, The-Nature of Capital
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A Enantiomorfi, Enantiomorfismo e Enantiodromia collego il termine Enantiomorfosi nel senso impiegato da Deleuze e Guattari1 per tradurre il vocabolo tedesco Entwandlung – da Massa e potere di Canetti – rafforzando così il significato della coppia concettuale Verwandlung/Entwandlung = Metamorfosi/Enantiomorfosi. Il “… Dominus ieratico e immutabile … in ogni momento legifera per costanti, proibendo o limitando strettamente le metamorfosi, dando chiari e stabili contorni alle figure (in inglese si direbbe meglio con il gioco di parole figures= figure/cifre), contrapponendo le forme due a due e richiedendo ai suoi sudditi di morire per poter passare da una forma all’altra”2.
Un buon esempio è il passaggio delle valute europee all’euro, che avrebbe dovuto dare chiarezza e stabilità alle cifre (figures) economiche ma che ha pure comportato un significativo ridimensionamento del potere e delle condizioni di vita dei ceti medi e della classe operaia. Le torri gemelle avrebbero potuto rappresentare l’eventuale diarchia euro/dollaro sulla piazza – oggi ormai ridotta a una misera spianata – del mercato globale? Non lo sapremo mai: nuovi progetti per il nuovo secolo (millennio) erano già stati elaborati dall’intelligentsija neocon: L’Undici Settembre era destinato ad essero l’unico Ereignis del 21o secolo.Esiste dunque una dicotomia: Metamorfosi/Enantiomorfosi? Nella famosa dicotomia pasoliniana il progresso, letto come passione idealizzata, “di sinistra”, (non potremmo anche definirla metamorfica e schizoide?) si oppone al mero, pragmatico fatto, “di destra”, (non potremmo anche definirlo paranoico e enantiomorfico?) dello sviluppo. Tuttavia Pasolini era stato molto attento, sottolineando l’ambiguità insita nel porsi stesso della questione.
“Ci sono due parole che ritornano frequentemente nei nostri discorsi: anzi, sono le parole chiave dei nostri discorsi. Queste due parole sono sviluppo e progresso. Sono due sinonimi? O, se non sono due sinonimi, indicano due momenti diversi di uno stesso fenomeno? Oppure indicano due fenomeni diversi che però si integrano necessariamente fra di loro? Oppure, ancora, indicano due fenomeni solo parzialmente analoghi e sincronici? Infine; indicano due fenomeni «opposti» fra di loro, che solo apparentemente coincidono e si integrano? Bisogna assolutamente chiarire il senso di queste due parole e il loro rapporto, se vogliamo capirci in una discussione che riguarda molto da vicino la nostra vita anche quotidiana e fisica.”3Altre interessanti considerazioni che emergono dall’analisi di Canetti sulle fasi finali della metamorfosi fanno riferimento alle nozioni di figura e maschera e dei loro rapporti segreti, così come segreti paiono essere i rapporti e le simbologie dietro/sotto l’archeologia/genealogia delle torri gemelle e del ground zero. Un’altra dicotomia problematica Distanza/Coinvolgimento – sottolineata dal semiologo della cultura boemo Ivan Bystrina4 è preconizzata dai passi in cui Canetti scrive della distanza pretesa dalla maschera:
“La maschera è infatti una figura, con un proprio modo di comportarsi. Non appena lo si è imparato e si è capito quale distanza essa esiga, la maschera difende l’uomo dal pericolo che essa stessa contiene… Essa affascina e al tempo stesso impone una distanza…Chi la abbatte è punito con la morte. Finché dura la sua attività, essa è intangibile, invulnerabile, sacra…Il suo potere risiede nel fatto che la si conosce bene, senza sapere cosa contenga. La si conosce solo dall’esterno, solo dal davanti…La maschera è applicata ed esterna,…è chiaramente separata da chi la porta…Finché la esibisce, egli è sempre una creatura duplice: se stesso e la maschera…La sua persona quotidiana è occupata con la maschera, mentre egli si trasforma in essa. Egli è dunque duplice, e deve restare duplice per tutta la durata della sua esibizione.”5 Gli specchi di norma non trasformano (con l’eccezione – forse – degli specchi deformanti), possono rifletter le trasformazioni, ma che avviene nel caso delle metamorfosi? Secondo Canetti la metamorfosi umana è uno degli enigmi più grandi6. Come Foucault mette in luce in Raymond Roussel, “la figura del labirinto diventa infinitamente prossima alle metamorfosi che culminavano nel passaggio dalla vita alla morte e al mantenimento della vita nella morte. Il labirinto conduce a un minotauro che è specchio, specchio della morte e della nascita, luogo profondo e inaccessibile di tutte le metamorfosi. In quel luogo le differenze si raggiungono e ritrovano l’identità, la casualità della morte e dell’origine, divise dalla sottile lamina dello specchio, si trovano collocate nello stesso [piano] virtuale ma vertiginoso del doppio.”7Come viene sottolineato in The Nature of Capital, parafrasando la lettera di Engels a Marx del 30 Maggio 1873: “il capitale è un rapporto sociale che è soggetto a metamorfosi attraverso verie forme materiali, un processo che produce effetti che danno origine a cambiamenti nella struttura interna di questi rapporti”8; ma le contraddizioni insite nel capitalismo sono enantiodromiche e la duplicità delle immagini-specchio e delle figure-maschera non ce la fa più a riflettersi all’infinito9: la lamina è sottile e i piani (di volo) virtuali sono vertiginosi.
Gianni Rainero
Note:
1] G.Deleuze, F. Guattari, A Thousand Plateaus, trans. Brian Massumi, (Minneapolis: University of Minnesota Press,1987) 107, 528n.
2] G.Deleuze, F. Guattari, cit., 107.
3] “Sviluppo e progresso” in P.P.Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società [Scritti corsari], a cura di Walter Siti,
(Milano: Mondadori, 1999); fonte web: http://www.pasolini.net/saggistica_sviluppo-progresso.htm
4] Ivan Bystrina Semiotik der Kultur – Zeichen – Texte – Codes (Tübingen: Stauffenburg, 1989:211ff)
5] E.Canetti , Massa e potere, a cura di F.Jesi, (Milano: Bompiani, 1988) 456-457.
6] E.Canetti, cit., 407.
7] M.Foucault, Raymond Roussel, (Verona: Ombre Corte, 2001) 116 – 117.
8] R.Marsden, The Nature of Capital: Marx after Foucault (London: Routledge, 1999) 121.
9] Cfr. le opere del patafisico canadese Christian Bok’s come: Crystallography (Toronto : Coach House Books, 2003) ; “Enantiomorphosis (A natural history of mirrors)” in Imaginary numbers : an anthology of marvelous mathematical stories, diversions, poems, and musings, ed. by W.Frucht, (New York ; Chichester : John Wiley & Sons, Inc., c1999).
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